“Siamo in guerra…” Dignitosa memoria per i caduti e per i reduci della Grande Guerra

monumento

Il 24 maggio di cent’anni fa iniziava la memorabile Grande Guerra che, l’entusiasmo di alcuni giovani, accompagnato dall’incauto interventismo di qualche politico, dall’impreparazione di buona parte degli stati maggiori e conseguentemente del nostro esercito, intendevano si concludesse vittoriosamente nel giro di pochi mesi e … invece … Già nel giugno dello stesso anno si contarono, fra morti, feriti e dispersi, circa 15.000 soldati.

Mi occupo di progetti per le scuole per conto della sezione e in particolare quello in fase di ultimazione e approvazione: “Studenti in prima linea” relativo alla Grande Guerra, sta riscuotendo un certo interesse anche nelle scuole dalle sezioni Alpini limitrofe.

Ho utilizzato in buona parte materiale presente nel sito dell’A.N.A. nazionale che ritengo interessante, sicuramente utile per me, suddividendolo e calibrandolo per corsi di studio, per cui mi congratulo per le opportunità e gli spunti messi a disposizione di tutti i gruppi e le sezioni.

In particolare evidenza il progetto “Il Milite… non più ignoto”: meritevole iniziativa programmata dall Associazione Nazionale Alpini per tutti gli obiettivi didattici, storici, architettonici e sicuramente altri che ciascuna scuola sarà in grado di produrre. Tali progetti avranno opportuno spazio illustrativo e divulgativo nel prossimo numero. A tal proposito analoga iniziativa con simili obiettivi, è stata avviata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Territorio, denominato: “Progetto Grande guerra: Censimento dei monumenti ai Caduti della prima guerra mondiale”, per cui opportuno sarebbe un coordinamento, almeno per i progetti nazionali, per gli ovvi motivi.

In ragione di quanto detto, mi sono sorte le seguenti due ulteriori sollecitazioni che particolarmente mi stanno a cuore e, poiché anche in altre persone, a cui mi sono rivolto, ho potuto verificarne uguale interesse, mi permetto di porre all’attenzione dei lettori quanto segue:

1) penso anche a tutti i combattenti della guerra in oggetto, che hanno avuto la fortuna di tornare a casa, comunque mutilati sia nel fisico… molti, che nello spirito… tutti, i cui segni indelebili sono anche per costoro custoditi ormai nei propri sepolcri, i quali meritano se non uguale, ma anche si, dignità nel ricordo della memoria storica.

Molti di loro avrebbero voluto morire nei campi di battaglia, piuttosto che sopportare per la vita il grave peso della tragedia di cui furono comunque protagonisti e della quale porto il ricordo del nonno che, con scarne e sfuggevoli informazioni cercava ancora, con “il groppo alla gola”, di rispondere alle mie fastidiose domande e come lui altri scampati al massacro.

Ho proposto quindi al Centro studi dell’A.N.A. lo studio e la divulgazione di un simile progetto (Il Milite… non più ignoto), magari “Reduce non più ignoto” (chiedo scusa se al momento la fantasia non mi aiuta ulteriormente) per cui ben vengano suggerimenti a proposito, come ricerca da proporre a studenti, probabilmente di scuola secondaria, e da raccogliere e documentare nelle modalità che saranno ritenute più opportune.

2) Ho proposto inoltre di individuare le modalità di ricercare e ricordare anche tutti i decorati (medaglie d’oro, d’argento, di bronzo, croci di guerra) che non sono solo i “Cavalieri di Vittorio Veneto”, per i quali, magari con opportuna scheda che riporti anche la motivazione della decorazione, consenta l’integrazione, il confronto, la concordanza con specifiche ricostruzioni storiche, ma non solo.

E la riabilitazione dei considerati “disertori”, molto spesso ignobilmente uccisi per effetto delle sommarie e ingiuste “decimazioni”? I prigionieri e deportati? Se ne fa un gran parlare, ma chi ne ha la responsabilità se ne sta facendo carico?

Credo sia questo il tempo massimo consentito dall’umano rispetto per riparare all’ingiustizia e accordare la doverosa commiserazione.

Anche questi soldati dovranno avere dignitosa riconoscenza e onorevole memoria negli atti della storia e delle commemorazioni.

Il Centro Studi Nazionale ha recepito e concordemente si è fatto carico di queste proposte che quindi, saranno oggetto di attenta valutazione e prossima progettazione e divulgazione.

È il caso quindi di guardare ai prossimi impegni con “lo zaino” in allestimento da marcia, poiché i “campi stagionali” sono ancora lunghi e numerosi e, particolarmente per noi “veci”, spetta l’obbligo disinteressato di far conoscere per educare, ai nostri “boce”, a cui passare qunto prima lo “zaino”, l’opportunità di apprendere per poter assumere scelte meno sbagliate, ma soprattutto libere.

Gianantonio Codemo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

63 + = 67